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FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!

FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« il: 14 Dicembre 2011, 15:09:43 »
Ciao a tutti,
sottopongo l'ultimo problema che la famiglia della mia compagna sta affrontando a causa dell'inefficienza dell'ambasciata italiana a Santo Domingo e/o della Questura. Riassumo i fatti.
Signora over65enne arriva in Italia da Santo Domingo su istanza di figlia residente in Italia e cittadina italiana, dunque era stato richiesto all'ambasciata italiana a Santo Domingo un ricongiungimento per ascendente a carico di cittadino Ue (Art. 2 D.lgs 30/2007).
L'Ambasciata italiana ha richiesto più volte integrazione della documentazione comprovante lo stato di "a carico" della signora - che non percepisce redditi, si sostenta con delle entrate provenienti per il tramite della figlia italiana, e che fra l'altro ha seri problemi di salute - fino a decidersi, pochi mesi fa, a concedere il visto.
Una volta arrivata in Italia, la Questura di Vicenza le ha dato un permesso di soggiorno di 2 anni ai sensi dell'articolo 30 del D.lgs 286/1998, che evidentemente nulla c'entra con i familiari di cittadino Ue, i quali hanno diritto a una carta di soggiorno apposita di durata di 5 anni.
Ora la figlia, cittadina italiana, è molto preoccupata perché con quel titolo di soggiorno la mamma avrà delle difficoltà (mi pare dei costi aggiuntivi, avendo più di 65 anni) nella copertura sanitaria. E dato che è diabetica ha già subito diversi ricoveri e a questo punto teme, dovendo consegnare la tessera sanitaria in ospedale entro fine dicembre, di vedersi addebitate tutte le spese per i ricoveri.
La figlia mi ha detto di non avere in mano praticamente più nulla in quanto i documenti per la richiesta del visto se li è tenuti l'Ambasciata e quelli per la richiesta della carta di soggiorno la Questura.
A mio parere ci sarebbero gli estremi per ricorrere/impugnare o comunque chiedere alla Questura un'immediata revisione del permesso rilasciato in una carta di soggiorno per familiare cittadini Ue.
Il mio dubbio è che l'errore sia avvenuto in Ambasciata al momento dell'apposizione del visto in cui c'è scritto solo ricongiungimento familiare... secondo voi, ora, cosa è possibile fare?
La signora è ascedente a carico di cittadino Ue, su questo non ci piove e sono stati portati più volte tutti i documenti idonei a dimostrarlo. Quindi la legge è dalla sua parte. Come riuscire a ottenere quello che le spetta, evitando alla famiglia che la sta ospitando e mantenendo spese rilevanti per i ricoveri?
Grazie!

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #1 il: 14 Dicembre 2011, 17:22:13 »
Ciao a tutti,
sottopongo l'ultimo problema che la famiglia della mia compagna sta affrontando a causa dell'inefficienza dell'ambasciata italiana a Santo Domingo e/o della Questura. Riassumo i fatti.
Signora over65enne arriva in Italia da Santo Domingo su istanza di figlia residente in Italia e cittadina italiana, dunque era stato richiesto all'ambasciata italiana a Santo Domingo un ricongiungimento per ascendente a carico di cittadino Ue (Art. 2 D.lgs 30/2007).
L'Ambasciata italiana ha richiesto più volte integrazione della documentazione comprovante lo stato di "a carico" della signora - che non percepisce redditi, si sostenta con delle entrate provenienti per il tramite della figlia italiana, e che fra l'altro ha seri problemi di salute - fino a decidersi, pochi mesi fa, a concedere il visto.
Una volta arrivata in Italia, la Questura di Vicenza le ha dato un permesso di soggiorno di 2 anni ai sensi dell'articolo 30 del D.lgs 286/1998, che evidentemente nulla c'entra con i familiari di cittadino Ue, i quali hanno diritto a una carta di soggiorno apposita di durata di 5 anni.
Ora la figlia, cittadina italiana, è molto preoccupata perché con quel titolo di soggiorno la mamma avrà delle difficoltà (mi pare dei costi aggiuntivi, avendo più di 65 anni) nella copertura sanitaria. E dato che è diabetica ha già subito diversi ricoveri e a questo punto teme, dovendo consegnare la tessera sanitaria in ospedale entro fine dicembre, di vedersi addebitate tutte le spese per i ricoveri.
La figlia mi ha detto di non avere in mano praticamente più nulla in quanto i documenti per la richiesta del visto se li è tenuti l'Ambasciata e quelli per la richiesta della carta di soggiorno la Questura.
A mio parere ci sarebbero gli estremi per ricorrere/impugnare o comunque chiedere alla Questura un'immediata revisione del permesso rilasciato in una carta di soggiorno per familiare cittadini Ue.
Il mio dubbio è che l'errore sia avvenuto in Ambasciata al momento dell'apposizione del visto in cui c'è scritto solo ricongiungimento familiare... secondo voi, ora, cosa è possibile fare?
La signora è ascedente a carico di cittadino Ue, su questo non ci piove e sono stati portati più volte tutti i documenti idonei a dimostrarlo. Quindi la legge è dalla sua parte. Come riuscire a ottenere quello che le spetta, evitando alla famiglia che la sta ospitando e mantenendo spese rilevanti per i ricoveri?
Grazie!


Ti consiglio di leggerti la procedura d'autotutela nell'indice di Amedeo.
Saluti

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #2 il: 15 Dicembre 2011, 08:59:49 »
Grazie mille!
Il problema è che se nel visto c'è scritto semplicemente ricongiungimento familiare allora il problema potrebbe essere stato causato dall'ambasciata, non dalla questura...

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #3 il: 15 Dicembre 2011, 13:57:31 »
Grazie mille!
Il problema è che se nel visto c'è scritto semplicemente ricongiungimento familiare allora il problema potrebbe essere stato causato dall'ambasciata, non dalla questura...

Il familiare di cittadino UE,ha comunque diritto alla CDS,anche se entrato senza visto vedi legge 129 del 02-08-2011.
Saluti

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #4 il: 15 Dicembre 2011, 18:31:40 »
La legge che tu giustamente citi ha modificato il d.l. 30/2007, ok.
Ma il punto è un altro: in questo caso non basterebbe la qualità di familiare in quanto occorre la qualità di familiare "a carico", in quanto trattasi di ascendente.
Ora, questa qualità è stata dimostrata all'ambasciata italiana a Santo Domingo, per cui era stato richiesto quello specifico visto ai sensi del d.lgs 30/2007.
Ma se l'ambasciata (parlo per assurdo) non avesse apposto un visto ai sensi del d.lgs 30, a questo punto l'errore sarebbe suo, non della questura. Che potrebbe non concedere la Cds non avendo (suppongo io) elementi per valutare la vivenza a carico (elemento che ribadisco essere fondamentale in questo caso).
Per questo chiedevo lumi su come uscirne e su chi interpellare...

Amedeo

  • *****
  • 1914
Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #5 il: 16 Dicembre 2011, 09:00:48 »
La legge che tu giustamente citi ha modificato il d.l. 30/2007, ok.
Ma il punto è un altro: in questo caso non basterebbe la qualità di familiare in quanto occorre la qualità di familiare "a carico", in quanto trattasi di ascendente.
Ora, questa qualità è stata dimostrata all'ambasciata italiana a Santo Domingo, per cui era stato richiesto quello specifico visto ai sensi del d.lgs 30/2007.
Ma se l'ambasciata (parlo per assurdo) non avesse apposto un visto ai sensi del d.lgs 30, a questo punto l'errore sarebbe suo, non della questura. Che potrebbe non concedere la Cds non avendo (suppongo io) elementi per valutare la vivenza a carico (elemento che ribadisco essere fondamentale in questo caso).
Per questo chiedevo lumi su come uscirne e su chi interpellare...

Il cittadino italiano può fare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui dichiara che il parente è a carico ed il carico è stato opportunamente dimostrato e la relativa documentazione si trova in giacenza presso il consolato in Rep.Dominicana.   La cosa gli darà fastidio, ma tant'è.   Che si vadano a rilevare la documentaione depositata.

Un saluto,
Amedeo

Autore di:
- Manuale di sopravvivenza burocratica per italiani con partner straniero
- Ricongiungimento ... step by step
reperibili su www.edizionidellimpossibile.com

e-mail (solo casi riservatissimi): amedeo_si@yahoo.it

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #6 il: 07 Giugno 2012, 20:55:44 »
Finalmente qualcuno che interpreta la legge a dovere!!!
La DIRETTIVA 2004-38-CE in inglese riporta inequivocabilmente quanto detto da AndyRm7, quindi la traduzione in italiano riportata nel d.lgs. 30/2007 è corretta.
Infatti è fondamentale che l'ascendente sia a carico per essere considerato "familiare" in base al d.lgs. 30/2007 art.2 comma 1 lettera b).
Anche se l'art. 23 dice che le disposizione del presente decreto legislativo, se più favorevoli, si applicano ai familiari di cittadini italiani non aventi la cittadinanza italiana, costoro devono appunto ricadere nella tipologia di familiare di cui al succitato art.2.
La stessa cosa è ribadita nella Circolare del Ministero dell'Interno n. 39 del 18-07-2007, che riporta diverse indicazioni operative tra le quali, al punto 2), la medesima, con parole ancora più esplicite di quanto già menzionato all'art.2 del d.lgs. 30/2007.
E' qundi inutile arrampicarsi sugli specchi dando false speranze a chi si trova nella condizione di essere genitore di cittadino italiano di qualcuno che non può dimostrarne la condizione a carico (inutile fare riferimento all'art. 3 del medesimo decreto perché si riferisce ad altri familiari non compresi tra quelli all'art.2 comma 1 lettera b)), citando magari altre esperienze vissute sulla propria pelle come coniuge di cittadino italiano, il quale, ovviamente, rientra perfettamente tra i familiari che non necessitano di essere a carico, di cui alla solita lettera b) comma 1 art. 2.
SPERO DI ESSERE STATO CHIARO. A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE VISTO CHE QUALCUNO SULL'ALTRO FORUM, QUANDO VIENE MESSO ALLE STRETTE E NON SA PIU' COSA RISPONDERE, DA LE SOLITE RISPOSTE VAGHE E BLOCCA LE DISCUSSIONI. COME QUELLI CHE LAVORANO AGLI SPORTELLI DELLE QUESTURE!    ???
« Ultima modifica: 07 Giugno 2012, 21:28:57 da Max7 »

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #7 il: 08 Giugno 2012, 13:16:13 »
Finalmente qualcuno che interpreta la legge a dovere!!!
La DIRETTIVA 2004-38-CE in inglese riporta inequivocabilmente quanto detto da AndyRm7, quindi la traduzione in italiano riportata nel d.lgs. 30/2007 è corretta.
Infatti è fondamentale che l'ascendente sia a carico per essere considerato "familiare" in base al d.lgs. 30/2007 art.2 comma 1 lettera b).
Anche se l'art. 23 dice che le disposizione del presente decreto legislativo, se più favorevoli, si applicano ai familiari di cittadini italiani non aventi la cittadinanza italiana, costoro devono appunto ricadere nella tipologia di familiare di cui al succitato art.2.
La stessa cosa è ribadita nella Circolare del Ministero dell'Interno n. 39 del 18-07-2007, che riporta diverse indicazioni operative tra le quali, al punto 2), la medesima, con parole ancora più esplicite di quanto già menzionato all'art.2 del d.lgs. 30/2007.
E' qundi inutile arrampicarsi sugli specchi dando false speranze a chi si trova nella condizione di essere genitore di cittadino italiano di qualcuno che non può dimostrarne la condizione a carico (inutile fare riferimento all'art. 3 del medesimo decreto perché si riferisce ad altri familiari non compresi tra quelli all'art.2 comma 1 lettera b)), citando magari altre esperienze vissute sulla propria pelle come coniuge di cittadino italiano, il quale, ovviamente, rientra perfettamente tra i familiari che non necessitano di essere a carico, di cui alla solita lettera b) comma 1 art. 2.
SPERO DI ESSERE STATO CHIARO. A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE VISTO CHE QUALCUNO SULL'ALTRO FORUM, QUANDO VIENE MESSO ALLE STRETTE E NON SA PIU' COSA RISPONDERE, DA LE SOLITE RISPOSTE VAGHE E BLOCCA LE DISCUSSIONI. COME QUELLI CHE LAVORANO AGLI SPORTELLI DELLE QUESTURE!    ???


dato che hai citato la Direttiva UE -

1) con la sentenza Zambrano la Corte di Giustizia UE ha chiarito ulteriormente quanto aveva già deliberato nella sentenza Chen
ovvero:

Per questi motivi, la Corte (Grande Sezione) dichiara:

L’art. 20 TFUE dev’essere interpretato nel senso che esso osta a che uno Stato membro, da un lato, neghi al cittadino di uno Stato terzo, che si faccia carico dei propri figli in tenera età, cittadini dell’Unione, il soggiorno nello Stato membro di residenza di questi ultimi, di cui essi abbiano la cittadinanza, e, dall’altro, neghi al medesimo cittadino di uno Stato terzo un permesso di lavoro, qualora decisioni siffatte possano privare detti figli del godimento reale ed effettivo dei diritti connessi allo status di cittadino dell’Unione.


NOTA BENE : i Zambrano erano immigrati ILLEGALI e nè loro ne i figli cittadini UE avevano mai fatto uso del loro diritto di muoversi liberamente sul territorio UE - condizione che era richiesta fosse avvenuta per vedere l'applicazione della legislazione UE (la Direttiva 2004-38-CE appunto) e NON quella nazionale ove quest'ultima fosse meno favorevole o non avesse recepito appieno la legislazione UE. Ciò nonostante la Corte ha deciso come sopra perchè si è dimostarto che gli stessi Zambrano erano perfettamente integrati nella società belga oltre ai diritti irrevocabili già esposti.


2) la definizione di "altri famigliari" e proprio quella a cui un genitore non a carico (ossia tutti - se hanno figli piccoli) può appellarsi se può provare il legame con il minore cittadino UE che ovviamente e a suo carico.


per cui - perdonami ma sbagli - seppur sia possibile dover combattere per vedere riconosciuti dei diritti basilari sanciti anche dalla Corte Europea dei Diritti Umani ed una serie di direttive dell'ONU - ed ovviamente ogni singolo caso fa storia a se - ma dire che uno non ha speranze a prescindere - è errato.

Tra l'altro stò scoprendo che l'italia con tutti i suoi problemi è  tra i paesi che più recepisce le Direttive UE e della CEG....a differenza di altri paesi UE ;)

« Ultima modifica: 08 Giugno 2012, 13:31:13 da Copacabana »

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #8 il: 08 Giugno 2012, 14:49:48 »
Prima di tutto ti ringrazio per aver dato una risposta chiara anziché, come fanno altri, fare riferimento sempre a vecchi post senza nemmeno fare lo sforzo di mettere il link.
Dopodichè:

1) Conosco bene la sentenza della causa Zambrano e l'ho citata anche nel vecchio forum a chi ha pensato bene di chiudere la discussione.
Riguarda 2 genitori extraUE (Colombiani) che hanno avuto 2 figli in Belgio che hanno preso la cittadinanza belga alla nascita in base alle leggi nazionali.
Premetto che in Italia non mi risulta ci siano circolari che rettificano le direttive precedenti in base alla causa Zambrano, così come è stato fatto invece per la causa Metock in Irlanda riguardo il fatto che il cittadino extraUe fosse entrato precedentemente nello stato regolarmente o meno (vedi circolari del Ministero dell'Interno n. 5355 del 28 agosto 2009 e n. 7645 del 10 novembre 2010).

2) Nella causa Zambrano erano entrambi i genitori extraUE ad avere a carico i figli minori cittadini UE, in Italia invece, uno dei 2 genitori è sempre cittadino italiano (altrimenti i figli non prendono la cittadinanza) e a quasi sempre la possibilità di farsi carico dei figli laddove, il convivente extraUE, spesso e volentieri invece non lavora o non può farsi carico dei figli.

3) La sentenza Zambrano, in Italia, in base alle leggi nazionali, viene recepita come un qualcosa che, giustamente, da la possibilità, al figlio minorenne comuitario di genitore extraUE, di non dover tornare nel paese di origine per poter stare con i genitori, ma applicando quanto riportato nel TU 286/1998, ovvero di restare con un permesso di soggiorno, da rinnovare al massimo ogni 2 anni, come genitore straniero di minore cittadino italiano residente in Italia (art. 30 lettera d)).

Poi se speranza significa intentare causa e spendere un bel po' di soldi, con le spese a tuo carico anche in caso di vittoria, (sai come funziona la legge italiana quando intenti causa contro lo stato vero?) e aspettare degli anni per vedere una sentenza, che probabilmente di darà torto, allora va bene.

Io credo che sia più furbo, dopo 5 anni di residenza regolare, arrivare ad avere i requisiti e spendere al massimo 200 euro per un PdS CE per soggiornanti di lungo periodo, piuttosto che cacciarne via comunque migliaia per una causa che, oltre tutto, da poche probabilità di vittoria.

Poi se qualcuno che legge questo post sa come far ottenere con certezza questa CdS ad un ascendente extra UE non a carico di un cittadino minore italiano, allora lo scriva a CHIARE LETTERE!!!

Saluti a tutti.

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #9 il: 08 Giugno 2012, 17:26:35 »
Prima di tutto ti ringrazio per aver dato una risposta chiara anziché, come fanno altri, fare riferimento sempre a vecchi post senza nemmeno fare lo sforzo di mettere il link.
Dopodichè:

1) Conosco bene la sentenza della causa Zambrano e l'ho citata anche nel vecchio forum a chi ha pensato bene di chiudere la discussione.
Riguarda 2 genitori extraUE (Colombiani) che hanno avuto 2 figli in Belgio che hanno preso la cittadinanza belga alla nascita in base alle leggi nazionali.
Premetto che in Italia non mi risulta ci siano circolari che rettificano le direttive precedenti in base alla causa Zambrano, così come è stato fatto invece per la causa Metock in Irlanda riguardo il fatto che il cittadino extraUe fosse entrato precedentemente nello stato regolarmente o meno (vedi circolari del Ministero dell'Interno n. 5355 del 28 agosto 2009 e n. 7645 del 10 novembre 2010).

2) Nella causa Zambrano erano entrambi i genitori extraUE ad avere a carico i figli minori cittadini UE, in Italia invece, uno dei 2 genitori è sempre cittadino italiano (altrimenti i figli non prendono la cittadinanza) e a quasi sempre la possibilità di farsi carico dei figli laddove, il convivente extraUE, spesso e volentieri invece non lavora o non può farsi carico dei figli.

3) La sentenza Zambrano, in Italia, in base alle leggi nazionali, viene recepita come un qualcosa che, giustamente, da la possibilità, al figlio minorenne comuitario di genitore extraUE, di non dover tornare nel paese di origine per poter stare con i genitori, ma applicando quanto riportato nel TU 286/1998, ovvero di restare con un permesso di soggiorno, da rinnovare al massimo ogni 2 anni, come genitore straniero di minore cittadino italiano residente in Italia (art. 30 lettera d)).

Poi se speranza significa intentare causa e spendere un bel po' di soldi, con le spese a tuo carico anche in caso di vittoria, (sai come funziona la legge italiana quando intenti causa contro lo stato vero?) e aspettare degli anni per vedere una sentenza, che probabilmente di darà torto, allora va bene.

Io credo che sia più furbo, dopo 5 anni di residenza regolare, arrivare ad avere i requisiti e spendere al massimo 200 euro per un PdS CE per soggiornanti di lungo periodo, piuttosto che cacciarne via comunque migliaia per una causa che, oltre tutto, da poche probabilità di vittoria.

Poi se qualcuno che legge questo post sa come far ottenere con certezza questa CdS ad un ascendente extra UE non a carico di un cittadino minore italiano, allora lo scriva a CHIARE LETTERE!!!

Saluti a tutti.

Non conosco il tuo caso specifico - ed io mi riferisco a chi vuole stare o raggiungere i figli in un paese UE (meglio se paese di cittadinanza dei figli stessi) ma ricordati che il fatto o meno che i figli siano totalmente a carico del genitore extra UE o meno non mi pare sia una discriminante - è un genitore ed in quanto tale i figli (cittadini UE) hanno diritto a stare assieme ANCHE a lui. Oltre ai diritti del nucleo familiare ecc. tant'è che in Zambrano la Corte ha anche deciso che doveva avere il permesso di lavorare - cosa che le autorità belge gli avevano negato a prescindere.

Ancora, la Direttiva 2004/38/CE parla anche di persone che convivono o che comunque hanno una relazione stabile sotto il profilo di "altri familiari" indi anche li - uno può fare leva.

Poi se uno è già presente da 5 anni nel paese UE con i figli (o anche senza, nel senso che sono in arrivo) ritengo ovvio che le possibilita' di poter restare aumentino a dismisura. L'importante e poter provare di essere stato presente nel territorio in modo regolare - ma comunque sia, arrivando i figli - grazie a Zambrano, a Chen ecc - il genitore ha diritto a rimanere con loro.  Si, magari è un percorso un pelino più tortuoso - ma intanto uno come genitore è inespellibile - ed esistono le associazioni che possono assistere nel caso a costi molto contenuti.
« Ultima modifica: 08 Giugno 2012, 17:30:45 da Copacabana »

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #10 il: 08 Giugno 2012, 20:57:42 »
Ti ringrazio ancora perché rispondi in modo chiaro e diretto e non per monosillabi.
Il caso specifico è quello della mia compagna che era clandestina (questo problema è stato superato dalle circolari che ti ho menzionato prima) e dopo il nostro primo figlio, nel 2005, le hanno rilasciato il famoso PdS di genitore di minorenne cittadino italiano residente in Italia.
Appena entrato in vigore nel 2007 il famoso d.lgs. 30, ci hanno detto che potevamo far richiesta di CdS (perché l'art. 23 estendeva il diritto anche ai familiari di cittadini italiani non aventi la cittadinanza italiana) e gliel'hanno data per 5 anni.
Ora, che avrebbe diritto ad averla a tempo indeterminato (art. 14 e 17), vogliono farci tornare al PdS di 2 anni (o in alternativa al PdS CE di lungo periodo) dicendo che nel periodo in cui era appena uscito il d.lgs. 30/2007 c'era ancora un po' di confusione sui casi come il nostro e che quindi ce l'avevano rilasciata per sbaglio.
Insomma, con alcune circolari (per es. la n. 39 del 18-07-2007) il Ministero dell'Interno avrebbe chiarito come comportarsi nei casi come quello della mia compagna (a lei l'hanno rilasciata il 16-07-2007).  ;D
Capisco bene che quel "qualora decisioni siffatte possano privare detti figli del godimento reale ed effettivo dei diritti connessi allo status di cittadino dell’Unione." della causa Zambrano, abbia una sua rilevanza ma la direttiva 2004/38/CE, correttamente tradotta, all'art. 3 comma 2 dice:

Senza pregiudizio del diritto personale di libera circolazione e di soggiorno dell'interessato lo Stato membro ospitante, conformemente alla sua legislazione nazionale, agevola l'ingresso e il soggiorno delle seguenti persone:
a) ogni altro familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, non definito all'articolo 2, punto 2, se è a carico o convive, nel
paese di provenienza, con il cittadino dell'Unione titolare del diritto di soggiorno a titolo principale o se gravi motivi di
salute impongono che il cittadino dell'Unione lo assista personalmente;


Capisci che qui la cosa si fa complicata perché il rilascio di un PdS di 2 anni per genitore di minorenne cittadino italiano residente in Italia, conformemente alla legislazione nazionale, agevola il soggiorno di ogni altro familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, non definito all'articolo 2, punto 2, se è a carico o convive, e gli da anche la possibilità di lavorare e mantenerlo.

Alla fine che razza di documento hanno rilasciato ai Zambrano? La cosa non è molto chiara. E' proprio un gran casino!  ???

Saluti
« Ultima modifica: 08 Giugno 2012, 21:00:23 da Max7 »

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #11 il: 08 Giugno 2012, 21:36:25 »
Ti ringrazio ancora perché rispondi in modo chiaro e diretto e non per monosillabi.
Il caso specifico è quello della mia compagna che era clandestina (questo problema è stato superato dalle circolari che ti ho menzionato prima) e dopo il nostro primo figlio, nel 2005, le hanno rilasciato il famoso PdS di genitore di minorenne cittadino italiano residente in Italia.
Appena entrato in vigore nel 2007 il famoso d.lgs. 30, ci hanno detto che potevamo far richiesta di CdS (perché l'art. 23 estendeva il diritto anche ai familiari di cittadini italiani non aventi la cittadinanza italiana) e gliel'hanno data per 5 anni.
Ora, che avrebbe diritto ad averla a tempo indeterminato (art. 14 e 17), vogliono farci tornare al PdS di 2 anni (o in alternativa al PdS CE di lungo periodo) dicendo che nel periodo in cui era appena uscito il d.lgs. 30/2007 c'era ancora un po' di confusione sui casi come il nostro e che quindi ce l'avevano rilasciata per sbaglio.
Insomma, con alcune circolari (per es. la n. 39 del 18-07-2007) il Ministero dell'Interno avrebbe chiarito come comportarsi nei casi come quello della mia compagna (a lei l'hanno rilasciata il 16-07-2007).  ;D
Capisco bene che quel "qualora decisioni siffatte possano privare detti figli del godimento reale ed effettivo dei diritti connessi allo status di cittadino dell’Unione." della causa Zambrano, abbia una sua rilevanza ma la direttiva 2004/38/CE, correttamente tradotta, all'art. 3 comma 2 dice:

Senza pregiudizio del diritto personale di libera circolazione e di soggiorno dell'interessato lo Stato membro ospitante, conformemente alla sua legislazione nazionale, agevola l'ingresso e il soggiorno delle seguenti persone:
a) ogni altro familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, non definito all'articolo 2, punto 2, se è a carico o convive, nel
paese di provenienza, con il cittadino dell'Unione titolare del diritto di soggiorno a titolo principale o se gravi motivi di
salute impongono che il cittadino dell'Unione lo assista personalmente;


Capisci che qui la cosa si fa complicata perché il rilascio di un PdS di 2 anni per genitore di minorenne cittadino italiano residente in Italia, conformemente alla legislazione nazionale, agevola il soggiorno di ogni altro familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, non definito all'articolo 2, punto 2, se è a carico o convive, e gli da anche la possibilità di lavorare e mantenerlo.

Alla fine che razza di documento hanno rilasciato ai Zambrano? La cosa non è molto chiara. E' proprio un gran casino!  ???

Saluti

Allora,

per quel che è la mia esperienza - esendo passati 5 anni di residenza continuativa regolare (primo pds nel 2005)- NON CI SONO SANTI ha pieno diritto ad averla  a tempo indeterminato - punto.

Poi - quello che conta è la sentenza della Corte di Giustizia UE che va oltre la Direttiva  se la stessa di per se non è sufficiente. Ed i paesi membri devono attenersi alle sentenze della stessa.

Insomma, vista la situazione per quanto mi riguarda siete in una botte di ferro e se dovessero opporre qualcosa ricorso all'istante con le modalità già espresse qui in più occasioni (autotutela ecc) e vedrai che ne uscirete vincitori. Non esiste che fanno come gli pare - dopo un PDS a 2 anni ed una CDS a 5 anni ...tornare a 2 - per un familiare di un cittadino UE?! Ma siamo matti?

Poi ovviamente queste sono mie considerazioni personali - basate su esperienze personali e se Amedeo o altri ritengono di voler aggiungere qualcosa ben vengano.

Un'ultima cosa - i Zambrano avranno avuto l'equivalente belga di una CDS come familiare di cittadino UE (presumo a tempo indeterminato)- e poi anche il permesso di lavoro.
« Ultima modifica: 09 Giugno 2012, 13:23:09 da Copacabana »

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #12 il: 11 Giugno 2012, 13:48:45 »
ci sono anche delle sentenze della Cassazione in tal senso

sent. n. 567 del 15 gennaio 2010

successivamente

sent.19464 del 23 settembre 2011

ed infine

sent. 6694 del 3 maggio 2012 della VI sezione della Corte.


a voi

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #13 il: 14 Giugno 2012, 14:18:43 »
Ti ringrazio per l'aiuto.
Le sentenze che hai trovato, a parte la prima, di sicuro confermano l'inespellibilità del genitore straniero di cittadino italiano ma sempre sulla base del TUI che prevede il rilascio del PdS di 2 anni per motivi familiari.
Niente da fare purtroppo per la CdS ex d.lgs. 30/2007.    >:(
Grazie comunque.
Saluti

Re: FAMILIARE UE A CARICO - MA NIENTE CDS!
« Risposta #14 il: 22 Giugno 2012, 00:36:11 »
sbagli - per quelle che sono le mie informazioni - come genitore di cittadino UE si ha pienamente diritto anche alla CDS a 5 anni - e se sono già passati 5 anni di regolare residenza a quella a tempo indeterminato.

Del resto come hai scritto si e' COMUNQUE INESPELLIBILI.... ;)